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Tonello Mulas: un antico telaio e l’arte tra le mani

Questa è la storia di Tonello Mulas, tessitore sardo.

È nato e cresciuto ad Alghero, e nonostante questa città abbia poco a che fare con la tradizione tessile diffusa nel resto dell’isola, è qua che Tonello ha deciso di vivere e portare avanti il proprio progetto. La sua è la storia di chi, con grande passione, è riuscito a realizzare il proprio sogno. Il grande sogno, quello che sta nel cassetto da circa una vita, e che ci accompagna da sempre, in ogni scelta. 

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Immaginate però, di coltivare il vostro più grande interesse in un contesto che a priori vi taglia fuori, che vi fa sentire “inadeguati” perché è così e basta, “quella roba non fa per voi”. Come una ragazza con la passione per la meccanica e i motori, il cui unico desiderio è quello di lavorare in un’officina, e sporcarsi le mani ogni giorno per diventare un meccanico esperto! Queste sono quelle che noi chiamiamo eccezioni, sono quelle situazioni “inusuali” che ci fanno capire quanto, a volte, la nostra società impone a noi stessi dei grandi limiti. Così ci ritroviamo con degli inutili (ma ben visibili) paletti tra ciò che viene considerato un ruolo tradizionalmente più adatto al genere femminile piuttosto che maschile, e viceversa.

La storia di Tonello Mulas è allora un’eccezione. O una storia eccezionale se preferite. Lui è uno dei pochissimi tessitori uomini in attività sull’isola, che con determinazione è riuscito ad inserirsi in un mondo, quello del tessile in Sardegna, istituito e sostenuto prevalentemente dalle donne, sin dalle origini. Tonello si avvicina da subito alla tessitura, in parte grazie al forte legame con il paese di Romana, di cui i genitori sono originari, ma soprattutto grazie all’impulso ricevuto da sua madre.

“in un’epoca come quella del dopoguerra, in cui erano veramente poche le cose che si potevano acquistare, mia madre, come molte altre donne, pur non essendo una tessitrice aveva provveduto a realizzare a telaio ciò che era indispensabile in casa, come la biancheria da letto o da tavola. A Romana, il paese in cui ho trascorso gran parte della mia infanzia, la raccolta e la lavorazione del lino era un’attività molto sentita: era comune tra la gente, soprattutto per le donne, ritrovarsi in piazza per battere gli steli ottenuti dopo la raccolta. Mi ritorna in mente il paesaggio tutt’intorno, il lino fiorito mosso dal vento che in un certo periodo dell’anno trasformava quelle colline nel mare

Piantare, raccogliere, battere, filare e tessere il lino. Quelle immagini e quei racconti avevano in qualche modo acceso il suo interesse, illuminato la sua strada. Spinto dalla curiosità e dalla voglia di apprendere, inizia a muovere i primi passi in questa direzione, così che Tonello si ritrova ad essere un giovane con una grande passione, quella per la tessitura. Una passione un po’ scomoda però, coltivata in un contesto estremamente spinoso. Si sa, la tessitura in Sardegna è un mondo quasi esclusivamente al femminile, e per un giovane uomo, poco più che ventenne, in una città come quella di Alghero, lontana dai principali centri della tradizione tessile, quella strada non sarebbe stata tanto facile.

“Ricordo il primo approccio alla tessitura… Un disastro.. Non so dire di preciso quanti “no” ho ricevuto! Ero un giovane volenteroso di conoscere, volevo imparare ad usare il telaio, volevo diventare un tessitore! A Villanova Monteleone, che era il paese più vicino, sapevo di alcune tessitrici esperte che avrebbero potuto insegnarmi qualcosa di più di ciò che conoscevo. Niente di più complicato! Nessuno sembrava disposto ad affidarmi le proprie conoscenze. Dopo tutta la frustrazione, ricordo di aver quasi rinunciato ad intraprendere questa strada…”

La propensione al lavoro artigianale lo porta per un periodo a dedicarsi alla cestineria, all’arte dell’intreccio, un’altra attività molto diffusa sull’isola. Tonello per un paio di anni si occuperà di questo ma, nonostante tutto, l’idea di diventare un tessitore esperto non lo ha mai abbandonato. 

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A circa 27 anni la svolta. Quando si dice che gli amici ti salvano la vita credeteci!

“un amico mi chiamò per avvertirmi di un certo corso di formazione promosso e finanziato dalla regione Sardegna. Aveva subito pensato a me! In realtà si trattava di più corsi che riguardavano vari campi come il restauro del legno, l’apicoltura e, indovina… la tessitura! Era la mia volta, non mi sembrava vero!” 

Dopo esser stato selezionato tra i partecipanti, Tonello inizia il suo percorso di formazione tra Osilo e Sassari. Qua ha la possibilità di apprendere l’utilizzo del telaio tradizionale e le principali tecniche di tessitura della zona. In Sardegna, ognuno dei principali centri della tradizione tessile, possiede tecniche e metodi propri che rendono i manufatti differenti e riconoscibili da paese a paese. Persino il telaio presenta alcune sostanziali differenze.

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il sogno era quello di avere un laboratorio tutto mio e la prima cosa da fare era acquistare un telaio. Così, dopo un periodo di ricerca, grazie anche all’aiuto della mia insegnante, ho potuto acquistare il mio primo e unico telaio! Si tratta di un telaio tradizionale di fine 800/inizi 900, caratteristico della zona di Osilo, con il quale ancora oggi realizzo tutte le mie creazioni. Lo acquistai da un’anziana signora del paese, che lo teneva custodito in una stanza, ormai inutilizzato. Ancora oggi la sua struttura, a parte alcuni adattamenti, rimane pressoché invariata. Persino i santini che l’anziana signora aveva attaccato sulle sponde laterali del telaio rimangono la, anche se un po’ anneriti non ho voluto staccarli. Il mio è un telaio orizzontale, molto robusto. La sua struttura in legno, a differenza di altri, comprende una seduta che diventa parte integrante di esso. In alcuni telai, caratteristici di altre zone della Sardegna, la seduta è un accessorio separato, come ad esempio nel telaio Mogorese, o in quello verticale tipico di Nule”

Tappeti, cuscini, sciarpe, strisce da tavola, pochette ma anche modernissimi zainetti e borse. Tutto viene realizzato su telaio manuale con filati naturali come lino, cotone, lana e anche canapa, in piccola percentuale. La lana che Tonello utilizza proviene da Nule, dall’unica azienda in Sardegna che si occupa del ciclo completo di lavorazione della lana sarda: la Tessile Crabolu. Le altre fibre impiegate per le sue creazioni provengono da varie zone dell’Italia e dall’estero poiché non più reperibili in Sardegna. Molte delle produzioni di lino e cotone attive in passato sull’isola sono andate a perdersi nel tempo. Esistono però alcune eccezionali realtà, come quella di Arjanas di Arianna Pintus, che si occupa della lavorazione del lino in tutte le sue fasi, dalla coltivazione e raccolta alla filatura e tessitura. 

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Ad Alghero, dopo anni di attività, Tonello decide di dar vita ad uno spazio di lavoro che potesse includere l’esposizione e la vendita dei propri lavori. Nel 2018 nasce così Littos, la sua piccola e preziosa bottega nel centro storico della città. Qui tutto si colora delle tinte pastello dei filati naturali. Se vi capita di fare una passeggiata per le vie di Alghero il consiglio è quello di entrare, se sarete fortunati potrete trovare Tonello all’opera con il suo telaio e i suoi mille progetti. All’interno, ogni oggetto esprime la sua arte e la sua creatività, dalle creazioni alla loro confezione, tutto svela la sua grande passione e particolare attenzione per i dettagli.

Littos deriva da “sos littos”, che in sardo significa “licci”, i licci sono quella parte del telaio che governa i fili dell’ordito. Mi piace molto il suono di questa parola, ricorda una parola greca, la scelsi fin da subito. Decisi di aprire il mio laboratorio ad Alghero perché questa città la sento ormai mia, nonostante le mie origini. Alghero mi ha da sempre concesso molta più libertà, nella vita ma anche nel modo di lavorare. Non mi sento legato ad alcuna tecnica o disegno in particolare, sperimento e gioco liberamente con la tessitura.   

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1 commento

  1. Grazie di esistere

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